Un’idea nata in cava
Portare le bottiglie nel ventre del monte Torrione significa usare la cava come scenografia e come ambiente di affinamento.
La cantina in cava
Uno spumante affinato dentro la montagna, tra pupitres, polvere bianca e il silenzio costante della cava Michelangelo.
La cantina Marmotour nasce dall’idea di portare il metodo classico in un luogo impossibile da imitare: una galleria scavata nel marmo, dove temperatura, umidità e luce trasformano l’attesa in parte dell’esperienza.
Non una cantina qualsiasi
Lo Straordinario non viene raccontato come un’etichetta da scaffale: si incontra durante la visita, nel punto in cui il lavoro del marmo cambia ritmo e diventa attesa, luce fredda, materia sospesa.
Portare le bottiglie nel ventre del monte Torrione significa usare la cava come scenografia e come ambiente di affinamento.
L’interno mantiene condizioni fresche e costanti: una cornice ideale per far riposare il vino lontano dagli sbalzi esterni.
La polvere di marmo sulle bottiglie non è decorazione finta: è la traccia vera del luogo in cui lo Straordinario matura.
L’idea di Francesca Dell’Amico
Il progetto porta il metodo classico nella Galleria Ravaccione e lega il vino a una materia nobile, riconoscibile in tutto il mondo. Le uve autoctone dei colli apuani incontrano un microclima naturale e costante, mentre la cava diventa cantina, scenografia e firma visiva.
Qui abbiamo lo Straordinario.
Francesca Dell’Amico
Il video
Il filmato mostra la cava da vicino, senza trasformarla in semplice sfondo: venature, vuoti, tagli e ombre diventano il preludio perfetto alla storia dello Straordinario.
Il percorso dello Straordinario
La base nasce da uve del territorio e viene preparata per affrontare una seconda vita dentro la bottiglia.
Si aggiungono lieviti e zuccheri: è il gesto tecnico che avvia la trasformazione del metodo classico.
La rifermentazione crea la bollicina e imprigiona nella bottiglia pressione, attesa e precisione.
Il vino riposa in profondità, protetto da temperatura stabile, buio, umidità e silenzio minerale.
Le bottiglie vengono ruotate gradualmente sulle pupitres per accompagnare i sedimenti verso il collo.
La fase à la glace elimina i sedimenti e restituisce al vino limpidezza, energia e definizione.
La liqueur d’expedition chiude l’equilibrio gustativo prima della sigillatura definitiva.
La bottiglia esce dalla cava vestita di marmo: ogni traccia racconta il luogo in cui ha riposato.
Bottiglia oggetto
Il fascino dello Straordinario sta nel contrasto: uno spumante elegante che non vuole essere patinato, ma segnato dal marmo. Il risultato è una bottiglia scenografica, ruvida e preziosa, perfetta per raccontare Carrara senza parole inutili.
Durante il tour
Nel percorso Marmotour la cantina arriva come sorpresa: dopo il marmo, le macchine e gli spazi lunari, trovi un angolo costruito per rallentare. È il momento in cui la cava smette di essere solo cava e diventa racconto.
La cantina è integrata nel tour guidato dentro la cava Michelangelo.
Pupitres, bottiglie bianche e pareti di marmo creano uno scenario immediatamente riconoscibile.
Perché nessuno si aspetta di trovare uno spumante nel ventre di una montagna.