Scala monumentale
La dimensione dell’opera si capisce davvero solo dal vivo, quando caschi, persone e mezzi danno misura alla parete.
Il murale in cava
Una parete monumentale della Galleria Ravaccione diventa scena, racconto e sorpresa: la Creazione di Adamo reinterpretata da Ozmo per MarmoTour.
Non è solo una foto da fare durante il percorso: è il momento in cui la cava cambia registro. La roccia scavata incontra il colore, l’arte urbana dialoga con Michelangelo e la visita si apre a un paesaggio quasi teatrale.
Arte nel cuore della montagna
Nel buio freddo della cava il murale non appare come decorazione, ma come cambio di scala: un’immagine familiare diventa gigantesca, minerale, inaspettata.
La dimensione dell’opera si capisce davvero solo dal vivo, quando caschi, persone e mezzi danno misura alla parete.
Il marmo non fa da sfondo neutro: venature, tagli e superfici della cava entrano nel racconto visivo.
Arriva nel cuore della visita e sposta l’esperienza dalla tecnica dell’escavazione alla meraviglia dell’arte.
La Creazione nel marmo
La pennellata blu del cielo, i corpi sospesi e il bianco della roccia trasformano la Galleria Ravaccione in una scena viva: Michelangelo non è citazione fredda, ma materia che torna a parlare.
Dicembre 2017
Nel dicembre 2017 la MarmoTour ha portato la street art internazionale all’interno delle Marmi Galleria Ravaccione da cui viene estratto il pregiato marmo: “il bianco di Carrara”, famoso in tutto il mondo, e con cui l’uomo si è cimentato da millenni fin dagli albori della civiltà occidentale. Inevitabile il confronto con i grandi artisti del passato, in particolare con Michelangelo che da queste valli e da questi monti trasse, o meglio “liberò”, la materia per i propri capolavori!
In località i Fantiscritti, all’interno delle Alpi Apuane, si cela alla fine del lungo tunnel scavato nella roccia la cava Galleria Ravaccione, un luogo lunare e suggestivo in piena attività estrattiva e centro di grande richiamo turistico: in questa cattedrale naturale maestosa per dimensioni e imponenza è ospite su una propria superficie di 160 metri quadrati la nuova opera di Ozmo.
La Creazione di Adamo, raffigurata da Michelangelo nella volta della Cappella Sistina su commissione di Papa Giulio II, è l’iconografia che a Ozmo è stato chiesto di riprodurre. Nella cava il parallelismo fra creazione divina e creazione umana, fra natura e arte, è sigillato dalla scena della Genesi: qui sta il dialogo fra Ozmo e Michelangelo.
La volontà di Francesca Dell’Amico è stata quella di omaggiare la città e i cittadini con un murale che è stato possibile ammirare gratuitamente il giorno dell’inaugurazione e durante le aperture straordinarie del 22, 23 e 30 dicembre 2017.
La grande parete
La Creazione di Adamo viene riletta dentro un ambiente non museale: pareti altissime, luce artificiale, polvere, profondità e il silenzio della montagna. Il risultato è una scena che non sembra appesa, ma scavata nel luogo.
Il video
Il video restituisce il passaggio più difficile da raccontare con una sola foto: il murale non vive isolato, ma dentro un volume enorme di roccia, luce e vuoto.
L’artista
Ozmo porta un linguaggio contemporaneo in un luogo dove ogni superficie ha già una storia. Il riferimento a Michelangelo diventa così un ponte diretto tra Carrara, marmo e cultura visiva contemporanea.
OZMO, nome d’arte di Gionata Gesi, nasce a Pontedera nel 1975 e si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2001 si trasferisce a Milano, dove partecipa da protagonista alle correnti più innovative della sua generazione e contribuisce a porre le basi della street art italiana.
Le sue opere pubbliche sono presenti in luoghi significativi di tutti i continenti e il suo lavoro è stato ospitato anche in sedi museali prestigiose, tra cui il Museo del Novecento di Milano e il MACRO. La sua ricerca figurativa attraversa graffiti, installazioni e tele, attingendo alla tradizione con una sensibilità quasi rinascimentale e remixandola in chiave contemporanea.
Dentro la Galleria Ravaccione questa visione trova una scena naturale potente: la materia del marmo, il riferimento michelangiolesco e l’energia urbana dell’artista diventano un’unica esperienza visiva.
Durante il tour
Il murale è una delle tappe più riconoscibili del percorso Marmotour. Prima arrivi nella galleria, poi la parete si apre davanti a te: il marmo resta cava, ma per qualche minuto sembra anche scenografia.
Le proporzioni della cava diventano immediate quando l’opera incontra caschi, mezzi e visitatori.
Michelangelo e Ozmo non sono citati come nomi: diventano parte dello stesso racconto visivo.
La luce della galleria, il blu del cielo dipinto e il marmo creano un colpo d’occhio fortissimo.